Credette Cimabue ne la pittura

tener lo campo, e ora ha Giotto il grido,

si che la fama di colui è scura:

così ha tolto l'umo a l'altro Guido

la gloria de la lingua; e forse è nato

chi l'uno e l'altro caccerà del nido.

(Divina Commedia, Purgatorio)

(Cimabue, credette di primeggiare nel campo della pittura, mentre ora è Giotto ad avere la celebrità, tanto da avere oscurato la fama del suo predecessore: allo stesso modo Guido Cavalcanti ha sottratto a Guidi Guinizelli la fama in ambito letterario; e forse è già nato colui che li supererà entrambi, scacciandoli dal seggio).

 

In questi versi Dante ci ricorda come la gloria terrena sia una cosa effimera. In tutti i campi del sapere umano, dalla pittura alla scrittura, il successo di un artista verrà con il tempo oscurato da un altro artista, che lo supererà e che a sua volta sarà superato. Accade così anche per i premi Nobel, il prestigioso premio che viene assegnato a chi eccelle in campo artistico. E' chiaro che la vittoria di un Nobel non colloca nel dimenticatoio i precedenti Nobel, ma va un pò ad oscurare la gloria di chi lo ha preceduto. Quest'anno, il Nobel per la letteratura è stato assegnato a Bob Dylan, con la seguente motivazione "Ha creato una nuova espressione poetica". Qualcuno ha trovato disdicevole assegnare il Nobel ad un cantante, ma io ho trovato la premiazione di Dylan assai convincente, perchè le canzoni di Dylan sono autentiche poesie. E' evidente però che Bob Dylan ha potuto conquistare il prestigioso premio, grazie al fatto che le sue canzoni sono scritte in inglese, una lingua universale, parlata ovunque, in ogni angolo del mondo. Un premio Nobel per un cantante italiano non sarebbe mai possibile, perchè l'utilizzo della lingua italiana, è fattore limitante. Tutto questo panegirico per dire che a mio giudizio De Gregori avrebbe meritato il premio Nobel ancor più di Bob Dylan.

Francesco De Gregori, nato a Roma il 4 aprile 1951 è l'allievo di Robert Allen Zimmerman, in arte Bob Dylan, nato il 24 maggio 1941. Di essere un profondo ammiratore ed estimatore di Dylan, Francesco De Gregori, non ha mai fatto mistero, al punto che il suo ultimo album "Amore e furto" è dichiaratamente un omaggio al suo grande maestro. E' blasfemo affermare che De Gregori ha superato il maestro? (Credette Cimabue ne la pittura/tener lo campo, e ora ha Giotto il grido/ si che la fama di colui è scura). Riconosco di essere forse eccessivo nel ritenere De Gregori meritevole del Nobel, e so pure che lui non amerebbe essere etichettato un "grande poeta", spesso ama sottolineare che è solo un musicista, un cantante, un professionista, "per brevità chiamato artista", ma io rimango della mia opinione e sono sicuro che il tempo mi darà ragione.

Back Pack di De Gregori

Questo articolo nasce in conseguenza di un regalo fattomi da un amico. Una collezione di tutti i dischi di De Gregori, un elegante cofanetto in cui sono contenute le registrazioni originali di Francesco De Gregori, dal 1970 al 2015. I CD contenuti nel cofanetto sono:

 

  • Theorius Campus
  • Alice non lo sa
  • Francesco  De Gregori (la pecora)
  • Rimmel
  • Bufallo Bill
  • De Gregori (Generale)
  • Banana Repubblic
  • Viva l'Italia
  • Titanic
  • La donna cannone
  • Scacchi e Tarocchi
  • Terra di nessuno
  • Mira mare 19.4.89
  • Catcher in the sky
  • Musica leggera
  • Niente da capire
  • Canzoni d'amore
  • Il bandito e il campione
  • Bootleg
  • Prendere e lasciare
  • La valigia dell'attore
  • Amore nel pomeriggio
  • Fuoco amico
  • Il fischio del vapore
  • Pezzi
  • Calypsos
  • Lefte Right
  • Per brevità chiamato artista
  • Pubs and clubs
  • Sulla strada
  • Vivavoce
  • Amore e furto

 


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